Dal 23 maggio 2025 scatta l’obbligo della modulistica unificata per CILA, SCIA e permessi di costruire, ma restano nodi da sciogliere
Dal 23 maggio 2025, tutti i Comuni italiani sono tenuti a pubblicare sui propri siti istituzionali i nuovi moduli unificati introdotti dal Decreto Salva Casa per le pratiche edilizie, tra cui:
- CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata)
- SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività)
- Permesso di costruire
- SCIA alternativa al permesso di costruire
L’obbligo è immediato e vincolante, anche in assenza di recepimento regionale. Tuttavia, permangono incertezze sull’effettiva applicazione, soprattutto nei casi di inadempienza degli enti locali.
Cosa Prevede il Nuovo Sistema?
Il Decreto Salva Casa ha rivoluzionato le procedure edilizie, semplificando:
✔ Sanatorie per difformità parziali e variazioni essenziali
✔ Dichiarazioni di tolleranze costruttive
✔ Accertamento dello stato legittimo degli immobili
Per uniformare le richieste in tutta Italia, la Conferenza Unificata (Governo, Regioni, Comuni) ha approvato il 27 marzo 2025 i moduli standard, integrando la precedente modulistica con nuove sezioni dedicate alle novità del Salva Casa.
Le Regioni avevano tempo fino al 9 maggio per adeguarsi, ma molte sono in ritardo. Nonostante ciò, i Comuni devono comunque aggiornare i moduli entro il 23 maggio, attenendosi alle direttive nazionali.
Cosa Succede Se un Comune Non Si Adegua?
L’Associazione Nazionale Costruttori Edili (Ance) ha chiarito che:
- I Comuni non possono modificare i moduli, ma solo integrarli in base alle eventuali disposizioni regionali.
- Se un Comune o una Regione non pubblicano i nuovi moduli, dopo 30 giorni (quindi dal 23 giugno 2025) cittadini e imprese potranno comunque utilizzare i moduli nazionali, in virtù del DL Semplificazioni 90/2014.
Questo significa che, nei Comuni inadempienti, le pratiche Salva Casa potrebbero subire ritardi, poiché prima di quella data potrebbero essere respinte.
- I Dubbi Pratici: Come Funzionerà la Sanatoria?
- Nonostante l’unificazione, restano problemi interpretativi, in particolare su:
- Verifica dello stato legittimo degli immobili
- Il Ministero delle Infrastrutture (MIT) sostiene che i Comuni non debbano riesaminare i titoli pregressi.
- Alcuni tribunali, invece, ritengono che la regolarità dipenda da precedenti controlli amministrativi.
- Rischio di contenziosi
- L’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ha suggerito ai Comuni di seguire le linee guida del MIT, evitando verifiche aggiuntive. Tuttavia, senza un chiarimento ufficiale, potrebbero emergere disomogeneità nell’applicazione.
Cosa Aspettarsi Nei Prossimi Mesi?
✔ Entro giugno dovrebbe esserci maggiore chiarezza sull’uso dei moduli nei Comuni in ritardo.
✔ Possibili nuovi chiarimenti dal MIT o dalla giurisprudenza sulle sanatorie.
✔ Monitoraggio delle prime pratiche per capire se l’iter sarà davvero più snello.
Conclusione
L’introduzione dei moduli unificati è un passo avanti verso la semplificazione, ma non tutto è ancora definito. Chi deve presentare una pratica Salva Casa dovrebbe:
- Verificare sul sito del proprio Comune se i moduli sono disponibili.
- In caso di assenza, attendere il 23 giugno per utilizzare quelli nazionali.
- Consultare un tecnico in caso di dubbi, per evitare rigetti o contestazioni.
La strada verso una burocrazia più efficiente è tracciata, ma servirà tempo per vedere se e come le semplificazioni funzioneranno nella pratica.
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